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La comparsa di metastasi a distanza, pur essendo un evento grave, non deve escludere a priori la possibilità di un
intervento chirurgico.
Diversi studi hanno, infatti, dimostrato che il 15-20% dei pazienti a􀃗etti dal tumore melanoma, con metastasi può
bene􀃒ciare della terapia chirurgica che, in casi selezionati può assicurare una sopravvivenza a 5 anni del 35%, con
alcuni pazienti vivi anche a 10 anni.

La comparsa di localizzazioni metastatiche puo avvenire in tempi di􀃗erenti e con intervalli di tempo ampi in cui il
paziente è libero da malattia.
Solo nel 14% dei casi l’aggressione tumorale si realizza in tempi brevi con la comparsa di lesioni secondarie
multiple e con interessamento di più organi viscerali senza, quindi, alcuno spazio per il trattamento chirurgico.
I risultati della terapia chirurgica sono, comunque, superiori a qualsiasi altro trattamento attualmente disponibile,
con una prospettiva futura incoraggiante sia per il miglioramento delle tecniche diagnostiche, in grado di
identi􀃒care sempre più precocemente la ripresa di malattia, sia per una maggiore e􀃕cacia della terapia medica.
L’immunoterapia con nuovi farmaci ha mostrato negli ultimi anni un signi􀃒cativo miglioramento della
sopravvivenza dei pazienti con melanoma avanzato.
Il vemurafenib e l’ipilimumab, capostipiti di una serie di nuovi farmaci, hanno rappresentato una svolta nel
trattamento oncologico dei pazienti con melanoma metastatico. Il trattamento chirurgico deve essere considerato
anche in corso di terapia medica per la radicalizzazione di sedi metastatiche che hanno risposto parzialmente
all’immunoterapia consentendo di raggiungere risposte complete e durature.

Completion Dissection or Observation for Sentinel-Node Metastasis in Melanoma

M.B. Faries, J.F. Thompson, A.J. Cochran, R.H. Andtbacka, N. Mozzillo, J.S. Zager, T. Jahkola, T.L. Bowles, A. Testori, P.D. Beitsch, H.J. Hoekstra, M. Moncrieff, C. Ingvar, M.W.J.M. Wouters, M.S. Sabel,...